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05.10.2018

Cagliari ospita il G7 dei trasporti, le isole d’Europa protestano davanti ai grandi

Nella casa dei grandi a sollevare la voce sono i più piccoli. Mentre i ministri dei trasporti del G7 discutono di mega infrastrutture e di innovazione tecnologica applicata alla mobilità, c’è chi ha questioni primarie da trasformare in rivendicazioni. Sardegna, Corsica e Baleari fanno da oggi una battaglia comune e per attaccare di certo non si nascondono. Non è un agguato. Si presentano al G7 prima che arrivino le delegazioni internazionali e le accolgono con le armi in pugno. La questione è tutta legata alla continuità territoriale, quella che alle tre grandi isole del Mediterraneo è negata da troppi anni. Ed ecco la prima proposta: «La metropolitana aerea».  

L’idea parte dal governatore corso Gilles Simeoni ed è molto più che uno slogan. Le isole chiedono un ponte aereo per ridurre le distanze che rallentano lo sviluppo e rendono tutto più costoso: le produzioni, le importazioni e le esportazioni, ma anche il turismo. «I nostri cittadini hanno diritto di essere collegati col resto del continente come quelli che abitano nelle altre zone d’Europa – attacca Simeoni – C’è bisogno di un prezzo fisso e di un ponte aereo quotidiano. Tutto l’anno. Per questo mi è venuta l’idea della “metropolitana aerea”».  

Il primo punto per avvicinare le isole al resto del mondo è quello di modificare i regolamenti europei. Uno su tutti: quello che impedisce gli aiuti di stato per le compagnie aeree che incrementano il numero dei collegamenti negli aeroporti periferici. «Sarà una battaglia lunga e difficile – ammette il governatore sardo, Francesco Pigliaru – Ma l’alleanza con Corsica e Baleari ci dà molta più forza. La sinergia ci darà energia: questo è il nostro “G3”». L’idea di scatenare la battaglia per la mobilità durante il G7 dei traporti, iniziato questa mattina a Cagliari, certamente non è casuale. Perché le tre isole hanno un piano d’azione specifico: convincere l’Unione europea. E lo hanno già fatto oggi, incontrando prima del vertice la commissaria europea Violeta Bulc.  

«La commissaria ha accolto con prudenza le nostre richieste – svela Pigliaru – La Commissione europea ritiene che gli ultimi provvedimenti siano già un passo in avanti, ma secondo noi non è ancora sufficiente. Ci sarà da fare un lungo percorso». Il ministro Graziano Delrio è dalla parte delle tre isole alleate: «Abbiamo bisogno che l’Unione europea avvii il riconoscimenti dell’insularità – dice accogliendo i ministri delle altre potenze mondiali – Bisogna trovare una soluzione alla questione degli aiuti di stato. La vertenza di Sardegna, Corsica e Baleari si inserisce perfettamente nel tema di questo G7, cioè riscoprire il valore sociale delle infrastrutture. Quando la condizione geografica è svantaggiosa la questione è ancora più rilevante».  

La prima risposta la deve dare Bruxelles, magari modificando la norma che impedisce finanziamenti specifici alle isole che distano meno di 150 chilometri dalle coste continentali. «Questa regola è ingiusta, perché ci impedisce di essere competitivi: non è possibile che si considerino i nostri territori come gli altri, le differenze sono sostanziali, direi penalizzanti – sottolinea la presidente del governo delle Baleari, Francina Armengol – Per noi i trasporti sono più cari e per questo si crea discontinuità territoriale. I grandi oggi facciano qualcosa per noi piccoli».